A CURA DI CRISTINA CAVALLAZZI

Contenuto

Si tratta di una serie di brevi racconti di vita vissuta, alcuni dal sapore autobiografico, altri a sfondo sociale, che hanno per tema i sentimenti più profondi dell’animo umano, la solidarietà, l’amore in tutte le sue forme, e la nostalgia per il tempo passato.

Commento

L’amore, nelle sue molteplici forme, è il filo che unisce tutti i racconti contenuti in questa raccolta di brevi e toccanti storie di vita. Fortemente caratterizzato da un profondo senso di umanità e di solidarietà verso i propri simili, l’Autore ci descrive con parole commoventi tanti episodi diversi fra loro, ma accomunati, anche al cospetto di soluzioni felici, da una profonda malinconia, come nella storia di una coppia di innamorati ormai anziani, che si ritrovano dopo tanti anni, in una casa di riposo e possono condividere finalmente gli ultimi anni di vita, o nella triste storia di Mary, una bimba canadese che attende inutilmente il ritorno del padre, assente da tempo. In questa vicenda appare per la prima volta il personaggio di Elianne, la compagna del Narratore. Canadese di nascita, sente la nostalgia per il suo Paese e si prodiga per la piccola Mary, sarà lei a rivelarle la verità, quando Mary sarà in grado di accettarla: suo padre è morto in un incidente, e per molto tempo la madre ha cercato di tenerglielo nascosto, ora, grazie ad Elianne e al suo aiuto, non avrà più bisogno di mentirle.

Nei suoi racconti, l’Autore affronta tanti temi diversi, alla base dei quali l’amore è sempre presente, si tratti di eutanasia, con la difficile scelta del protagonista consapevole che esaudire l’ultimo desiderio di un malato terminale vuol dire provocarne il decesso, oppure del dramma dell’emigrazione, del quale ci offre due visuali differenti nell’aspetto esteriore, ma in realtà molto simili:  le esperienze delle famiglie italiane partite per l’America a cercare fortuna e che a causa di questa scelta si sono sfaldate, la difficoltà a trovare un lavoro che costringe un giovane di 25 anni a partire per l’Australia lasciando tutto, e le tragedie del mare che ogni giorno mietono centinaia di vittime, lasciando spesso orfani alla deriva.  Ci parla della solitudine e dell’emarginazione, nella storia del ragazzo, probabilmente autistico o senza memoria, ma del quale non si sa nulla, se non della sua sola passione, la musica. Soltanto al pianoforte, ritrova se stesso, e la sua vicenda personale è contrapposta a quella dei giovani che costruiscono un campo di calcio, tutti insieme, in allegria. A occuparsi di entrambi è il Narratore, che da un lato esorta i ragazzi a costruire qualcosa di importante per il loro futuro, metafora di ciò che ognuno di noi deve compiere nella vita, e dall’altro prova pena per il ragazzo solo ed emarginato e cerca di aiutarlo a uscire dalla sua situazione.

L’amore per la famiglia e per il tempo in cui i rapporti di parentela erano vissuti pienamente da tutti, giovani e anziani, riveste un ruolo importantissimo negli scritti di questo Autore che ha raggiunto ormai una maturità e una saggezza che lo portano a vedere i suoi simili con affetto e trasporto, a capirne le esigenze, come nel racconto dedicato al nonno del protagonista, o nella favola del principe che prende moglie per vedere felice la sua famiglia, e sarà premiato da un matrimonio riuscito, una sposa affettuosa e dalla nascita di tanti figli. Anche gli animali, domestici e selvatici, hanno una parte in questi racconti. Si tratta sempre di bestiole sole, oppure malate o bisognose di cure, e il Narratore, di volta in volta in contesti differenti, se ne occupa per pietà, come nel caso del cagnolino, e del gabbiano, oppure per amore del figlio lontano che aveva adottato un gattino abbandonato. L’importanza della famiglia e il ruolo della donna come angelo del focolare è sottolineata dalla lettera di una mamma alla figlia, da cui traspare come l’Autore stesso prenda posizione contro l’arrivismo di molte donne moderne che credono di poter essere felici vivendo di sola carriera.  Amara e triste, ma purtroppo spesso vera, è una storia che ci racconta del ritorno del protagonista alla casa avita, nel Sud. Un ritorno atteso da tempo, e che si traduce per lui in una profonda delusione, quando incontra la seconda moglie del padre, rimasto vedovo. Il Narratore non trova più la madre che lo accoglieva felice, la famiglia riunita sotto il medesimo tetto. I fratelli se ne sono andati, non frequentano la casa paterna, scoraggiati dalla freddezza autoritaria della donna. Il Narratore nulla può contro il gelo pragmatico che incontra, e non gli resta che tornare a Firenze, sapendo che non troverà più nella casa paterna il nido caldo e affettuoso che amava. Mentre in questa vicenda la solitudine dei membri della famiglia è dovuta solo alla volontà di una persona, in un altro racconto, dedicato a Elianne, e al suo trapasso, suscita meno amarezza e frustrazione essendo stabilita dal destino, ma si sente una tristezza più profonda, poiché nulla è più definitivo della morte.

La solidarietà sociale è un altro tema molto caro all’Autore, che esprime anche in questo aspetto l’importanza dell’amore verso le altre creature, soprattutto gli emarginati e i disadattati, sia che si tratti di clochard, di malati o di invalidi. Emblematica, la storia che vede protagonista Hans Muller, il quale si occupa premurosamente della vittima di un incidente da lui stesso provocato, e venuto a conoscenza di un’aggressione di un clochard da parte di alcuni teppisti, regala a quest’ultimo un nuovo violino poiché il suo era stato fatto a pezzi dagli aggressori.

L’opera nel suo complesso è pregevole, parla di sentimenti alti e nobili, e ne parla in modo diretto e semplice, come potrebbe fare un vecchio amico che ci racconta tutta la sua vita.