RECENSIONE
di ANTONIO DI BARTOLOMEO
Quando si arriva al capitolo 12, gli elementi principali della narrazione sono già delineati, i personaggi già abbondantemente tratteggiati e la domanda di fondo che sorregge il plot di “Ombre” già formulata, ma Cesare Paoletti ci ha abituato a sterzate improvvise funzionali non solo al recupero dell’attenzione dei lettori – sempre che ve ne fosse bisogno – ma anche al consolidamento della vicenda stessa. E chi della crime fiction predilige essenzialmente la suspense e l’effetto sorpresa si trova spiazzato già dal titolo del capitolo: La perversione di Giulia.
E sì, il lettore adesso non è chiamato a prestare un semplice ascolto; se ne richiede l’immersione totale. E il nostro autore – saggista e, soprattutto, poeta – conosce bene le tecniche del coinvolgimento emotivo e mentale. E sia ben chiaro: non solo emotivo, anche mentale, perché è necessario attivare una facoltà immaginativa non indifferente per poter dispiegare la tela finemente ordita.
«Antonio, rimane una cosa che mi deve dire… Il sangue sul lezionario. Il furto delle ostie in chiesa…»
«Non lo so… io avevo avuto l’idea della Fratellanza Rossa e dell’omicidio rituale, ma non potevamo fare tutto da soli, io e Giulia… Al resto ha pensato l’organizzazione…»
«Noi conosciamo i nomi degli altri membri dell’organizzazione, che magari vivono e lavorano qui, fra Albinia, Orbetello, Grosseto… Anna e Marcello… Fra loro c’è sicuramente chi ha imbrattato il lezionario e rubato le ostie e chi ha falsificato il test del DNA… E poi c’è il misterioso capo…»
Il lettore qui ha un sussulto, lo stesso di Antonio, rapito da paura – che presto si trasforma in vera e propria angoscia – pentimento e desiderio di espiazione.
«Commissario, le confermo che non li conosco… Noi non conosciamo gli altri componenti dell’organizzazione… se non quando vengono presentati da qualcuno o in circostanze eccezionali… Il capo ha dato l’ordine ad altri… Mi deve credere…»
I puntini sospensivi qui assumono una connotazione abissale e asfissiante: suscitano interrogativi (fin troppi…) che, per quanto privi di risposte, stimolano una rinvigorita ricerca verso il nucleo della narrazione.
E a Gentile – ormai celebre personaggio paolettiano – parve di cogliere negli occhi e nella voce di Antonio quello sgomento tipico di chi dice la verità ma teme di non essere creduto.
 
«Lupo Nero…» disse chiudendo gli occhi e parlando sommessamente.
«Lupo Nero?» intervenne Don Alfredo sorpreso.
Ormai il dado è tratto: entrano in scena lupi rapaci, orchi e mostri che rubano il corpo e l’anima dei bambini… E parimenti «una donna dall’aspetto giovanile».
Gentile le si avvicinò continuando a fissarla. I suoi lunghi capelli neri scendevano fin sulle spalle coprendole il collo. Anche gli occhi erano neri, sia pure con qualche sfumatura verde scuro. In questi occhi il commissario colse qualcosa di malvagio e avvertì un brivido.
Il lettore stesso qui avverte un tremito e vuole sapere di più.
Indossava un paio di jeans neri, una maglietta nera e un paio di scarpe da ginnastica. Il nero era il colore che meglio le si addiceva, pensò. Era senz’altro una donna attraente, ma la sua era una bellezza fredda, inquietante, come quella di una statua senza un’anima. Oscura. Sì, Gentile non riusciva a vedere un’anima dentro quegli occhi e quella bellezza senza luce. C’era qualcosa di tenebroso in quella bellezza e in quello sguardo interrogativo e al tempo stesso sprezzante.
«La signora o signorina Giulia?» disse fissandola attentamente.
«Signorina… non sono sposata…» rispose lei gelida e un po’ infastidita.
«Ebbene, è questa donna l’anima perversa, una donna dalla personalità forte, decisa, criminale.
Ma chi è veramente Giulia?
Che ruolo assume nella storia?
E l’organizzazione internazionale di pedofili, di bambini rapiti… sarà infine sgominata?
Altro non si può fare – per venirlo a sapere – che leggere, prendere questo bellissimo libro dall’inizio e seguire (o inseguire) – con l’ombra alle spalle ma sempre con meraviglia e stupore – le rocambolesche vicende del commissario Gentile. Ve lo assicuro: non vi deluderà!

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NARRATIVA
Crime Fiction

ISBN 979-12-80786-22-7
Prima edizione: maggio 2022
© Pluriversum Edizioni
Ferrara

316 pagine
150 x 210 mm
Prezzo: 17,00 euro

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