Durante un evento si ha la possibilità di instaurare con la clientela un vero e proprio rapporto di fiducia. Un evento ben organizzato dà la possibilità all’autore di far notare il proprio prodotto, di raccontarlo e di pubblicizzarlo direttamente ad un pubblico ampio e vario, ma non solo, viene data anche la possibilità di farlo toccare con mano, magari a qualcuno venuto in fiera per selezionare prodotti da commerciare.

Esponendo il proprio prodotto ad un evento si genera e si costruisce un’unica manifestazione con il fine di offrire alla clientela un ventaglio di scelta ampio e diversificato. Ci si rende conto dell’andamento del mercato in cui si opera, prendendo coscienza degli sviluppi futuri del settore. In un evento si traggono conclusioni sulla bontà di un prodotto e quindi risulta essere una occasione per valutare. A differenza di altre realtà, gli eventi costituiscono da sempre, luogo di crescita, si ha l’occasione di mostrare i propri prodotti ad una quantità di persone elevata in un breve periodo di tempo, come un weekend, genera collaborazioni future che vanno oltre il mero acquisto di un prodotto e danno lustro e importanza al proprio marchio.

Ed è proprio qui che lavora Writing Promotion, occupandosi di queste procedure e situazioni. Costruire l’autore. Tutto il resto non conta, quello che conta è costruire l’autore, solo in questo modo il successo può arrivare. Ma come si fa a costruire un autore?

Partiamo dall’inizio.

Hai scritto la tua prima opera, può essere un romanzo, una silloge poetica, un saggio, non ha importanza. Ci hai messo l’anima e tanti notti insonni. Per cosa? Lo pubblichi dopo avere pregato migliaia di editori e fai la prima presentazione. Lo presenti in società e ti aspetti un coro di complimenti e di applausi. Invece…? Indifferenza, apatia, menefreghismo e disinteresse. Perché? Un esordiente fatica a vendere e a volte è impossibile. Colpa dell’opera? Colpa di chi? Spesso è colpa dell’autore stesso. Il mercato non vuole opere grandiose, vuole autori grandiosi. Un autore grandioso vende anche opere mediocre e scadenti, mentre un’opera grandiosa non riesce ad uscire dal cassetto. Il lettore cerca l’autore famoso, l’autore che ha classe, che ha carisma, poco importa se l’opera non vale nulla, se è retorica o prolissa. La fama dell’autore compensa quello che manca alla sua opera. Per questo occorre costruire prima l’autore. Vendere copie, anche migliaia, non serve a costruire un autore, anche dopo migliaia di copie potrebbe rimanere sempre un autore esordiente. È la sua immagine che occorre ritoccare, l’alone che si crea attorno, il carisma che sprigiona. Per fare ciò occorre scendere tra la gente, farsi vedere, conoscere, parlare con i lettori, rispondere alle loro domande.

Come si può fare tutto ciò?

Con gli eventi, le presentazioni, i firma copie. Più se ne fanno, meglio è. Magari nel primo evento non si vende nulla e il lettore è disinteressato, ma al secondo già reagisce, potrebbe esserci qualche vendita. Al terzo il lettore si incuriosisce, comincia a familiarizzare con l’autore, a guardare il libro, al quarto si può proporre, dialogare, e far crescere l’interesse. Il lettore così martellato comincia a cedere, vede l’autore sempre presente, capisce che ci potrebbe essere qualche valore, lo ricerca e fa le sue considerazioni, valuta e pensa. L’autore non è più uno sconosciuto, lo ha visto altre volte, ha già parlato con lui, hanno discusso il libro. L’autore però in tutto questo deve mantenere un contegno distaccato e formale, troppa confidenza è controproducente, deve rimanere un rapporto autore-lettore, che funziona sempre. Il lettore difficilmente comprerà da un amico, ma comprerà da un autore che nonostante la confidenza rimane sempre l’autore. L’autore non deve mai perdere di vista il suo libro, lo scopo è vendere, non farsi degli amici.